Se la casa subisce il fascino dell’Armonia.
di Alessandro Salvatore.
La Gazzetta del Mezzogiorno
Inserto Icaro
17 Novembre 2024
“La casa è un luogo in cui esercitare la presenza e il senso di meraviglia aiuta a svegliarla”.
Giada Petrone, pugliese, è la prima Armonizzatrice di Spazi italiana. Il suo interesse per i luoghi, che la porterà a vivere esperienze edificanti con illuminati della cultura, viene da lontano.
«I miei genitori, Guido e Maria, si conoscono nei primi anni Settanta
grazie all’amore comune per l’antichità. S’incontrano in un negozio di antiquariato e si sposano dopo soli tre mesi» racconta oggi Giada nel B&Bdi famiglia a Lucera. La città fa parte della stessa provincia foggiana che accoglie sull’altura dauna Volturara Appula, borgo di 370 abitanti, «dove vivo i miei primi 13 anni in un palazzo storico. I miei genitori laffittano e lo ristrutturano con le proprie mani, e di esso ricordo ogni dettaglio».
Cresciuta in case-laboratorio, Petrone viene attratta dall’architettura medicea di Firenze, dove nel 2004, a 29 anni, sceglie per la tesi di laurea in Lettere Moderne un argomento non ancora indagato in Italia: «Il Meraviglioso urbano: percorso evolutivo delle Arti di Strada contemporanee in Francia».
Questo studio la porta dal pioniere dell’arte di strada, il transalpino Michel Crespin.
Su suo consiglio Petrone incontra Renato Nicolini «per comprendere meglio – spiega – il fenomeno del fervore urbano». Nicolini è l’inventore dell’«Estate romana» che, spiega Petrone, «è stata una grande operazione poetica sulla Capitale».
Dopo averne ordinato l’immenso archiviodella manifestazione che si sviluppa tra gli anni ’70 e ’80, «in cambio di consultarne gratuitamente i documenti», ed aver tenuto alla Sorbona un seminario sul fenomeno generato dall’ex assessore alla Cultura di Roma, la ricercatrice, su sua intuizione, incontrerà Andrés Neumann.
Per dieci anni, dal 2009 al 2018, girerà il mondo lavorando nella produzione degli spettacoli dell’influente manager dell’industria culturale.
Il curatore boliviano sostiene opere di leggende come Fo, Mastroianni, Brooks e Pina Bausch. E Giada nel 2009 è tra gli spettatori di Spoleto che aspetteranno il genio della danza che Fellini defini «una monaca con i pattini a rotelle». Attesa al 52° Festival dei Due Mondi con il suo Bamboo Blues, Bausch muore il 30 giugno. La sua compagnia, il Tanztheater Wuppertal, va comunque in scena il 4 luglio e commuove il pubblico. Seguirà il post Bausch, attraverso l’esecuzione dei suoi
«44 pezzi», le opere lasciate in eredità al «Wuppertal», per il quale Petrone è stata assistente alla produzione. «Da Bausch ho appreso la relazione tra uomo e spazio, trasportandola nel mio lavoro
di armonizzatrice».
Petrone, memore anche delle «meraviglie urbane» vissute con Crespin, Nicolini e Neumann, sostiene che «il benessere che uno spazio dona a chi lo abita, è l’obiettivo del percorso. Possiamo immaginare la casa come una sinfonia che abbia un tappeto sonoro (la struttura), una melodia (la visione poetica) e degli accenti tonici che sveglino i sensi (i dettagli).
La ricerca del ritmo è un lavoro di modulazione di pieni e di vuoti, di suoni e di silenzi, d’immagini e angoli neutri. Quando la casa ha un buon ritmo visivo, il movimento umano nello spazio é fluido”.
Armonizzando gli spazi ci si sente a proprio agio.
Monitor Alto Adige
15 Luglio 2023
” Per dare nuova linfa e far fiorire le nostre case rendendole confortevoli e funzionali, la soluzione è indicata da chi per lavoro si occupa dell’armonizzazione di spazi e arredi fra le pareti.
Come fare “fiorire” le nostre case, rendendole confortevoli e funzionali, attraverso l’armonizzazione dei loro spazi?
L’agenzia ANSA lo ha chiesto a Giada Petrone, la prima armonizzatrice di spazi italiana.
Al centro del percorso vi è la relazione fra lo spazio e l’essere umano, attraverso l’ascolto e l’allestimento dello spazio inteso come proiezione dell’abitante.
Il fine non è solo estetico ma è quello di creare un ambiente confortevole che rimandi al proprio immaginario: un luogo in cui riconoscersi e sentirsi bene.
– E’ la casa, non un museo.
Affiché la casa non appaia cristallizzata è importante immaginarla come un laboratorio creativo, vibrante, che possa accogliere allestimenti temporanei, che cambi colore seguendo le stagioni, che segua i desideri e le nuove necessità, che diventi a tratti ludica e che faciliti il buonumore.
– Cambiare in base alle esigenze.
L’ambiente di vita non è statico e come noi esseri umani è in continua evoluzione, uno spazio in divenire che segue l’andamento della vita di chi lo abita, conservando però le sue virtù: essere funzionale, di ispirazione e vivo. La casa assorbe l’energia e l’essere umano assorbe le vbrazioni dello spazio. Per rendere accogliente e vivo uno spazio è importante che questo ci rappresenti e abbia allo stesso tempo la capacità di sorprenderci, esercitando il senso di meraviglia.
Quando c’è risonanza tra l’immaginario dell’abitante e lo spazio, l’ambiente diventa familiare e gradevole.
– Riordinamento generale.
Dopo aver messo a fuoco cosa si desidera si passa al riordinamento generale dello spazio (librerie, sgabuzzino, soffitta, mobili contenitori, armadi, archivi). L’obiettivo? avere la sensazione di sapere in ogni momento dove trovare quello che serve, una mappatura intuitiva e precisa di quello che è nella casa, con alleggerimento dello spazio e nuovo fluire dei pensieri. Per far sì che il riordino sia efficace è però necessario essere pronti anche a lasciar andare oggetti, vestiti, utensili che non corrispondono più e ingolfano gli spazi. Le cose scartate si possono vendere, donare o eliminare.
– Ci vuole ritmo.
Per rendere armoniosa e piacevole la casa, dopo aver riordinato e alleggerito lo spazio si lavora sulla combinazione ritmica degli elementi (mobili, tessuti, luci, oggetti e colori) e sulla funzionalità dei vari ambienti rispetto alla vita che si desidera fare. La ricerca del ritmo è una modulazione di pieni e di vuoti, suoni e silenzi, immagini e angoli neutri.
Quando la casa ha un buon ritmo visivo, l’occhio non si stanca, il movimento dell’uomo nello spazio è fluido e ogni mobile, oggetto, luce, viene valorizzato.
Armonizzare gli spazi, così la casa diventa il luogo in cui sentirsi bene.
ANSA
14 Giugno 2023
Ho avuto il piacere di creare per la rubrica Namasté, curata dalla giornalista Nina Gigante della rivista Donna Moderna, una piccola pratica per liberare gli spazi dalle cose che non ci corrispondono più.
20 Aprile 2023
Vestirmi è un modo per esprimere chi sono, in totale libertà.
Un’intervista di Anna Pietribiasi a Giada Petrone.
(..) “Parliamo di armonia, di colori, di tessuti, di spazi della casa e dell’anima. (…) Lo facciamo con Giada Petrone che (…) ha deciso di aiutare le persone a trasformare gli ambienti con leggerezza e magia.
Anna Pietribiasi, Vitavera, Febbraio 2022
Monica Lasaponara, Escape coach, racconta la mia storia nel suo libro Mollo tutto e cambio vita.
Settembre, 2021
“Armonizzare gli spazi restituendo l’immaginario di chi li abita: la visione di Giada Petrone.
Un punto di vista originale sulla relazione tra allestimento scenografico e arredamento domestico è quello coltivato da Giada Petrone. Laureata in storia del teatro, Giada ha lavorato per oltre dieci anni come braccio destro di Andrès Neumann, curatore artistico e direttore di produzione di molti grandi protagonisti delle arti performative, tra cui Pina Bausch”.
Giulia Zappa, Houzz Magazine, 27 febbraio 2020
“Giada fa magie.
Quando l’ho conosciuta, ho pensato che venisse da un mondo di elfi e fate, e in effetti un po’ è così. Con il suo sguardo acuto, creativo e sensibile, ha saputo trasformare questo talento magico in un lavoro appassionante: rendere la casa, il nostro spazio del cuore, un ambiente dove veramente ci possiamo sentire at home.
Un ambiente Vero, dove, grazie ai suoi suggerimenti, non occorre spendere cifre esorbitanti o fare pesanti lavori di ristrutturazione”.